Cosa sono i punti di agopuntura

Febbraio 7, 2019 Off Di wp_admin2

I punti di agopuntura dei canali – che sono 365 come i giorni dell’anno – possono influenzare le
condizioni della rete dei canali e tramite essi agire sugli organi, visceri e tessuti correlati: i punti funzionano come interruttori o deviatori di corrente di una sorta d’impianto elettrico biologico del
corpo. 

L’agopuntura sfrutta la rete dei canali di agopuntura (Jing Luo in cinese) che consiste in una serie di percorsi che collegano i 12 organi e visceri principali tra loro e con l’esterno del corpo unendo il davanti ed il dietro, l’alto ed il basso, la destra e la sinistra, i quattro arti ed il tronco.
La stimolazione degli agopunti può essere effettuata con varie metodiche, alcune sono in uso fin dall’antichità: agopuntura, moxibustione, coppettazione, massaggio; altre sono di recente acquisizione.


Il suo scopo è quello di ripristinare la corretta circolazione dell’energia all’interno dell’organismo, attraverso la scelta dei punti in base ad una “diagnosi” energetica.
La causa dei nostri malanni, secondo la Medicina Cinese, risiede in un blocco dell’energia vitale.
Rimetterla in “moto”, agendo in zone del corpo prestabilite, significa ristabilirne i flussi e ripristinare l’armonia, avviando la risoluzione dei vari disturbi.


I punti di agopuntura che comunicano in profondità con zone di concentrazione di energia sensibili alla stimolazione.
La nozione di punti, o più esattamente di cavità (Xue), è forse legata alla visione della massa terrestre come cumulo di terra traforata di buchi e di grotte, dai quali entrano i venti del Cielo: il corpo umano è analogamente percepito come una massa porosa offerta ai soffi, che la mantengono viva e intatta o che possono nuocerle una volta penetrati in questi luoghi privilegiati di accesso (i punti).
Molto probabilmente la conoscenza dell’attività riequilibrante di alcuni punti risale molto indietro nel tempo, è quindi frutto di una ricerca empirica durata secoli, tramandata oralmente e solo tardivamente localizzata lungo il percorso dei meridiani.


I punti di agopuntura inoltre sono dei luoghi preferenziali dove risiede lo Shen-Spirito, che viene dal Cielo e alberga nel Cuore, ma in realtà in tutti gli spazi vuoti.
Sono 365 punti come i giorni di un anno solare (nella Medicina Cinese ci sono spesso analogie improntate sui numeri).
Si può quindi dire che lo Shen alberga nel Cuore, ma attraverso il Sangue giunge in modo particolare nei punti di agopuntura e regola tutte le melodie del corpo facendo in modo che quel determinato punto svolga al pieno la sua funzione.
La letteratura classica e la convenzione internazionale sulla nomenclatura dei punti di agopuntura, sancita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1979, contraddistinguono ogni punto con un numero e una lettera, che è l’iniziale del meridiano di appartenenza.


Al di là della loro azione terapeutica, i punti di agopuntura sono efficaci anche nell’indicare la “diagnosi” energetica: possono infatti essere sempre dolenti o solo alla palpazione, avere variazioni della colorazione o della consistenza della pelle, o presentare alterazioni cutanee di altro
genere.
La loro attività riequilibrante è legata tradizionalmente alla capacità riconosciuta di agire sul Qi dei meridiani e sullo stato energetico complessivo della persona.
I punti di agopuntura (o agopunti o, semplicemente, punti) sono minuscole aree situate lungo il decorso dei meridiani, vie di scorrimento preferenziale del Qi-energia e Sangue, quindi di nutrimento e informazioni che, secondo la Medicina Cinese, percorrono il nostro corpo sia in
senso longitudinale che in senso trasversale.

Queste piccole aree sono particolarmente sensibili al tocco e alla stimolazione e, quindi, reagiscono agli stimoli che arrivano dall’esterno: pressione, puntura, luce, percussione…, permettendo la trasmissione di messaggi al nostro organismo.
I punti quindi sono una sorta d’interfaccia grazie alla quale è possibile comunicare con il nostro microcosmo e con il suo equilibrio fisico, funzionale, mentale ed emotivo, stimolando la superficie esterna del corpo per agire sull’interno.


I più comuni punti di agopuntura si trovano all’interno di alte concentrazioni di tessuto connettivo, che è sensibile a stimolazioni meccaniche e può a sua volta trasmettere segnali di varia natura in
tutto il corpo. 
Lo Shiatsu come l’agopuntura, utilizza i punti dei meridiani, la rete di canali energetici che percorre tutto il nostro corpo.
I meridiani quindi possono essere visti come una rete di canali che attraversano il nostro corpo comunicando con l’interno in quanto proprio il loro percorso più profondo va a collegarsi con organi e visceri (Zang/Fu).
Questa rete quindi attraversa il nostro corpo non solo longitudinalmente (meridiani principali e straordinari, che hanno punti propri sulla superficie del corpo), ma anche trasversalmente e nel senso della profondità: collegano quindi tutte le parti e le aree del corpo con il “cuore energetico”
dell’essere umano, ossia gli organi e i visceri che si occupano di produzione e distribuzione delle sostanze indispensabili alla vita, portando nutrimento, informazioni, messaggi, calore, umidificazione, attivazione e protezione ovunque sia necessario.


I punti dei meridiani, quelli utilizzati dallo Shiatsu, dal Tuina e dall’agopuntura, sono una sorta di “interfaccia” attraverso la quale possiamo comunicare con il nostro organismo, dialogando sia con
la struttura materiale/fisica che con quella funzionale (es. funzionamento energetico di organi e visceri) e con quella “sottile” (emozioni, pensieri, sentimenti…).
Lavorare sui punti e sui meridiani quindi è un modo per entrare in comunicazione con l’intero organismo, indirizzando i movimenti di Qi e Sangue, interagendo con le funzioni energetiche di organi e visceri e dialogando con la nostra componente emotiva/mentale/psicologica.
La domanda che viene naturale porsi è se sia possibile tracciare delle corrispondenze fra l’idea di meridiani e punti, che fa parte della medicina cinese da più di 2000 anni, e la moderna anatomia e fisiologia occidentale.
A questo tema sono stati dedicati moltissimi studi, la maggior parte dei quali ha portato alla conclusione che punti e meridiani siano strutturalmente e funzionalmente un po’ diversi dal resto
dei tessuti limitrofi.


Per uno studio pubblicato nel 2013 dal Journal of Electron Spectroscopy and Related Phenomena, ricercatori hanno usato una tecnica di immagine di contrasto sia sui punti dell’agopuntura che altrove sul corpo.
Questa scansione ha rivelato una chiara distinzione tra i punti comuni e le strutture anatomiche costituite dai punti di agopuntura: questi ultimi infatti hanno una densità maggiore di “micro-vasi e contengono una grande quantità di strutture microvascolari involute”.
In uno studio precedente, i ricercatori hanno utilizzato un microsensore amperometrico di ossigeno per rilevare variazioni nella pressione dell’ossigeno in diverse zone della parte palmare del polso, concludendo che la pressione parziale dell’ossigeno era significativamente più alta nei
punti di agopuntura.
Altri studi (ad esempio, Langevin, H.M., Churchill, D.L., Wu, J., et al., Evidence of connective tissue involvement in acupuncture, FASEB Journal 16 (8) (April 2002), p. 872-874) confermano che i più
comuni punti di agopuntura si trovano all’interno di alte concentrazioni di tessuto connettivo, dove si incontrano e si intersecano i diversi piani di questo tessuto.

Secondo studi recenti, il connettivo sarebbe in grado di trasmettere segnali elettrici, meccanici e chimici in tutto il corpo, del quale costituisce la struttura portante.
L’idea generale è quindi che i meridiani e i loro punti debbano la loro capacità di trasmettere messaggi e far circolare sostanze all’essere situati in aree con strutture vascolari speciali e caratterizzate da un tessuto maggiormente in grado di trasmettere gli stimoli: queste caratteristiche permettono loro di fare da interfaccia per la comunicazione con il nostro “sistema corpo-mente” e di essere di conseguenza utilizzati per fornire a questo sistema le indicazioni su come riequilibrare ciò che non va al suo interno.

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